Nei testi antichi, in particolare quelli biblici e apocrifi, le descrizioni delle gerarchie angeliche come Cherubini, Serafini e Troni sono profondamente diverse dall’immagine popolare dei bellissimi angeli alati con l’aureola. L’iconografia che oggi conosciamo è il risultato di secoli di sincretismo e reinterpretazione artistica. Le fonti originali, invece, dipingono creature terrificanti, complesse e altamente simboliche.

Esploriamo più a fondo le fonti, le loro descrizioni e le possibili interpretazioni razionali e alternative di queste figure.


SERAFINI: I “BRUCIANTI”

I Serafini sono menzionati nel Libro di Isaia (6:1-7), dove appaiono in una visione del profeta. La loro figura non è quella di un angelo benigno, ma di una creatura di fuoco e luce, posta a guardia del trono di Dio.

DESCRIZIONE BIBLICA

  • Sei ali: Con due coprono il volto, in segno di riverenza di fronte alla maestà divina; con due coprono i piedi, forse a simboleggiare la loro sacralità o a nascondere la loro origine; con due volano.
  • Posizione: Stanno sopra il trono di Dio, a indicare la loro vicinanza e il loro ruolo primario nella corte celeste.
  • Canto incessante: Gridano “Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti” (Qadosh Qadosh Qadosh Yahweh Sabaoth), una lode continua che sottolinea la loro funzione di pura adorazione.
  • Associazione con il fuoco: Il termine ebraico “śārāf” significa “bruciare” o “ardere”. Questo non si riferisce solo al fuoco fisico, ma anche a un fuoco purificatore e spirituale.

INTERPRETAZIONE

Il fuoco dei Serafini può essere visto in molti modi.

  • Fuoco cosmico e energia: Una visione scientifica o cosmologica potrebbe interpretarli come la rappresentazione del plasma stellare o di energia pura. Immaginiamo una stella, come il Sole, che brucia incessantemente e la cui energia è fondamentale per la vita. I Serafini sarebbero la personificazione di questa forza primordiale, la base energetica dell’universo.
  • Simbolo della purificazione: Un esempio di questa funzione purificatrice si trova nella visione di Isaia stesso, quando un Serafino gli tocca le labbra con un carbone ardente per purificarlo e renderlo degno di portare la parola di Dio. Questo atto rappresenta il processo di trasmutazione spirituale, in cui le impurità vengono bruciate per lasciare spazio a una coscienza più elevata.
  • Archetipi psicologici: Dal punto di vista della psicologia analitica, i Serafini potrebbero rappresentare la manifestazione del Sé superiore o l’emersione di stati alterati di coscienza durante l’estasi mistica. La loro vicinanza al trono di Dio simboleggia l’unione con il divino, un’esperienza che l’essere umano cerca attraverso la meditazione e la preghiera.
Rappresentazione di Serafino

CHERUBINI: I “CUSTODI DELLA SOGLIA”

I Cherubini sono probabilmente le figure più complesse e bizzarre tra le gerarchie angeliche, descritti principalmente nel libro di Ezechiele (1, 10). Sono i guardiani per eccellenza, posti a protezione di luoghi sacri come il Giardino dell’Eden e l’Arca dell’Alleanza.

DESCRIZIONE BIBLICA

  • Quattro facce: Uomo, leone, bue e aquila. Queste quattro facce simboleggiano la totalità della creazione e la loro capacità di vedere in ogni direzione.
  • Quattro ali e zampe di vitello: Le ali servono al movimento, mentre le zampe di vitello, solide e lucenti, indicano stabilità e forza.
  • Corpi pieni di occhi: Gli occhi coprono i loro corpi e le loro ali, a simboleggiare la loro onniscienza e la loro capacità di vigilanza costante su ogni aspetto della realtà.
  • Ophanim (le ruote): Si muovono su ruote che si intersecano e che si muovono in qualsiasi direzione senza bisogno di girarsi. Queste ruote sono descritte come “cristallo splendente” e sono anch’esse piene di occhi.

INTERPRETAZIONE

La descrizione dei Cherubini è così complessa che ha dato vita a molteplici teorie.

  • Metafora astrale e astrologica: I quattro volti corrispondono perfettamente ai quattro segni zodiacali fissi: il leone (Leone), il bue (Toro), l’uomo (Acquario) e l’aquila, che è una forma alternativa per lo Scorpione. Questa interpretazione suggerisce che i Cherubini siano la personificazione delle forze cosmiche e dei cicli stagionali che governano l’universo.
  • Veicoli volanti o tecnologia antica: Per i teorici degli antichi astronauti, la descrizione dei Cherubini e delle loro ruote rotanti (Ophanim) ricorda la rappresentazione di un veicolo volante avanzato. Le ruote che si muovono in ogni direzione potrebbero essere eliche o un sistema di propulsione multidirezionale, mentre gli “occhi” potrebbero essere sensori, luci o telecamere. Questo spunto di riflessione propone che le visioni di Ezechiele non fossero soprannaturali, ma il tentativo di descrivere una tecnologia aliena o sconosciuta con i limiti del linguaggio del suo tempo.
  • Guardiani e forze intermediarie: Simbolicamente, i Cherubini sono i guardiani della soglia tra il divino e il materiale. Nel Giardino dell’Eden, sono posti a difesa dell’albero della vita dopo che Adamo ed Eva vengono cacciati. Questo esempio chiarisce il loro ruolo di forze intermediarie, che separano il sacro dal profano e proteggono i segreti del divino dall’accesso non autorizzato.

TRONI: I “PORTATORI DEL TRONO DI DIO”

I Troni, menzionati in Colossesi (1:16) e nel Libro di Enoch, sono spesso confusi con gli Ophanim, le ruote dei Cherubini, a causa della loro descrizione simile. A differenza di Serafini e Cherubini, la loro funzione non è tanto l’adorazione o la protezione, ma il mantenimento dell’ordine cosmico.

DESCRIZIONE BIBLICA E APOCRIFA

  • Grandi ruote fiammeggianti: Vengono descritti come enormi cerchi di fuoco, simili a quelli di un carro, che ruotano costantemente.
  • Pieni di occhi: Come i Cherubini, sono cosparsi di occhi, a indicare la loro onnisciente vigilanza.
  • Funzione: Portano il trono di Dio, rappresentando la sua giustizia e il suo equilibrio universale. La loro rotazione continua simboleggia l’immutabilità delle leggi divine.

INTERPRETAZIONE

L’interpretazione dei Troni si spinge oltre la semplice visione angelica per abbracciare concetti più astratti.

  • Principi cosmici e matematici: I Troni potrebbero simboleggiare l’ordine matematico e le leggi che governano l’universo. La loro rotazione perpetua e la loro forma di ruote sono un’immagine perfetta delle leggi fisiche che mantengono l’equilibrio del cosmo. Ad esempio, potremmo vedere i Troni come la personificazione della fisica e delle matematiche che regolano la vita di ogni corpo celeste.
  • Entità concettuali e archetipi: In alcune filosofie esoteriche, i Troni non sono entità viventi in senso umano, ma archetipi platonici, idee perfette e astratte che esistono al di là della realtà materiale. Potrebbero rappresentare concetti come la giustizia, la conoscenza o la verità stessa.
  • Influenza neoplatonica e cabalistica: Nelle tradizioni esoteriche, i Troni sono spesso associati a Saturno, il “guardiano del tempo e del karma”. In questo contesto, i Troni sono la personificazione delle forze che regolano il tempo, il destino e le conseguenze delle azioni umane.
Rappresentazione Trono

CRISTALLI SACRI

CHERUBINO – RUBINO:

Il cherubino, guardiano della materia primordiale e della saggezza incarnata, potrebbe essere simboleggiato dal rubino (fuoco, sangue divino, protettore) un legame poetico tra funzione angelica e simbolo cristallino. Il rubino e una forma rossa di corindone (Al₂O₃), noto per la sua durezza e bellezza. Nella simbologia ebraica e cristiana, appare tra le pietre dell’efod del sommo sacerdote, simbolo della tribù di Giuda, del “sangue di Dio” e persino associato a Cristo.

SERAFINO – ZAFFIRO:

Il serafino, ardente e puro, vicino alla luce e alla trascendenza, potrebbe riflettersi nel simbolismo dello zaffiro (cielo, saggezza, intuito divino). Il “cielo cristallino” su cui risiede (prima sfera) suona come eco del cristallo blu dello zaffiro. Lo zaffiro è anch’esso corindone, prevalentemente blu, simbolo di saggezza, cielo, protezione divina e verità. In molte culture, era considerato la “pietra del cielo” o della giustizia; veniva usato da re e religiosi per evocare connessione con il divino.


DIFFERENZE CON L’ARTE MODERNA

L’immagine degli angeli come esseri umani alati, con abiti bianchi e aureola, nasce secoli dopo, con l’arte cristiana che rielabora figure come Nike, la dea greca della vittoria, e il genio alato della tradizione romana. I testi antichi riflettono una cosmologia arcaica e visionaria. Le descrizioni non sono intese per essere letterali, ma per comunicare qualcosa che va oltre la comprensione umana.

  • Non sono antropomorfi: Non sono esseri umani con le ali, ma forze, ingranaggi del divino, strutture dell’essere. La loro forma “non umana” è un modo per sottolineare la distanza ontologica tra il divino e il nostro mondo.
  • Visioni simboliche: Molte delle descrizioni provengono da visioni profetiche, che spesso avvengono in stati di trance o alterati di coscienza. Le figure descritte non sono osservazioni oggettive, ma tentativi di rendere percepibile l’irrappresentabile.

UN’INTERPRETAZIONE A TRE LIVELLI

Le figure di Cherubini, Serafini e Troni ci offrono tre diverse chiavi di lettura, a seconda del punto di vista da cui le si osserva:

  • Interpretazione teologica: Vengono viste come gerarchie angeliche con ruoli precisi nell’ordine divino: l’adorazione (Serafini), la protezione e la vigilanza (Cherubini), il mantenimento dell’ordine cosmico (Troni).
  • Interpretazione esoterica: Rappresentano forze archetipiche, emanazioni divine, guardiani cosmici o principi universali che regolano l’esistenza.
  • Interpretazione razionale o alternativa: Si tratta di simboli astrali (le costellazioni), costrutti mentali (archetipi psicologici) o anche interpretazioni di fenomeni naturali o tecnologici che l’uomo antico non poteva comprendere, dei veri e propri macchinari creatori, come Metatron.

La loro figura non conforme alla nostra iconografia è proprio il loro punto di forza. Ci spinge a guardare oltre l’apparenza per cogliere il significato più profondo e complesso che queste figure rappresentano.


CURIOSITÀ CINEMATOGRAFICHE

Come spesso accade, chi dirige i giochi alle nostre spalle, ci fornisce indizi sulla realtà attraverso lo schermo. Si citano alcuni tra i film più famosi in cui è possibile carpire qualche indizio:

In Game of Thrones appare ad inizio sigla una sorta di macchina rotante, sembra letteralmente un Trono che crea la terra sotto di esso. Questo macchinario possiede un occhio energetico, una luce al centro, circondata da fasci armillari decorati che, roteando, comandano la creazione del Tutto. Non avrebbe senso con la trama e la tipologia di serie televisiva, se non per suggerire proprio come è stato creato il nostro “reame”, la simulazione o gioco divino in cui viviamo. Il titolo “Gioco dei Troni” ora acquisisce una duplice valenza, non si riferirebbe quindi solo ai troni dei Re protagonisti, bensì ai troni creatori.

In Bird Box la trama non sembra avere una risoluzione, dato che nessuno vede e riesce a capire il nemico, queste entità che portano alla pazzia tutti gli esseri umani che avessero aperto gli occhi verso il cielo. In Bird Box 2 abbiamo finalmente un indizio della creatura “maligna”, riuscendo a vedere ad un certo punto l’ombra delle 6 ali serafiniche proiettate a terra. Si tratta di un istante, ma gli autori hanno voluto deliberatamente mostrarlo.

In quest’ottica, il film racconta una storia differente, ovvero una sorta di apocalisse celeste, il Divino manifestato che abbaglia di luce pura (consapevolezza, estasi) le persone, richiamandole – attraverso il suicidio -verso l’alto dei cieli.