Nel videogioco Assassin’s Creed vige un motto centrale per la trama: “Nulla è reale, tutto è lecito“. Molti pensano sia una semplice invenzione degli autori, ma in realtà affonda le sue radici in testi storici e antiche dottrine esoteriche. Questo motto non è solo un principio narrativo, ma un vero e proprio specchio di concetti complessi che si estendono dalla storia medievale fino alla filosofia contemporanea.


ORIGINE STORICHE

Il motto è direttamente collegato a due figure e movimenti storici importanti.

GLI HASHASHIN

Il motto si ispira direttamente alla setta degli Assassini (o Hashashin), un movimento ismailita sciita che operò in Persia e Siria tra l’XI e il XIII secolo. Fondati da Hassan-i Sabbah, conosciuto come “il Vecchio della Montagna”, questi guerrieri si distinguevano per la loro ferma dedizione e per l’audacia delle loro azioni.

Secondo le cronache dell’epoca, agli adepti veniva insegnato un principio simile: “Nulla è vero, tutto è permesso“. Questa frase, tuttavia, non era un invito all’anarchia o al caos, ma un profondo insegnamento iniziatico. L’idea era che la realtà percepita, con le sue rigide regole sociali e morali, fosse un’illusione. Una volta riconosciuta questa verità, l’iniziato (l’Assassino) era libero di agire al di là delle convenzioni del mondo profano, seguendo un percorso di comprensione superiore.

FRIEDRICH NIETZSCHE

Il filosofo tedesco Friedrich Nietzsche riprese il motto nel suo libro Al di là del bene e del male (1886), citando la frase “Nichts ist wahr, alles ist erlaubt” (“Nulla è vero, tutto è permesso”). Per Nietzsche, la frase simboleggiava la liberazione dell’uomo dalle verità assolute e dalle morali imposte, un passo necessario per la creazione di nuovi valori. Il concetto di “oltreuomo” (Übermensch) si colloca proprio in questa rottura con la morale tradizionale.


INTERPRETAZIONE ESOTERICA E FILOSOFICA

Il motto nasconde significati molto più profondi di quelli che si potrebbero percepire a una prima lettura, toccando concetti centrali in diverse dottrine spirituali e filosofiche.

GNOSI E L’ILLUSIONE DEL MONDO

La prima parte del motto, “Nulla è reale“, richiama l’idea gnostica che il mondo materiale e la nostra percezione di esso siano un’illusione, un’ombra della vera realtà. In molte tradizioni esoteriche, come lo gnosticismo o il concetto di Maya nell’induismo, il mondo fisico è visto come una prigione o un velo che nasconde la verità. Solo attraverso la conoscenza (gnosi) o il risveglio è possibile comprendere la vera natura dell’esistenza e trascendere questa illusione.

LA TRASGRESSIONE SACRA

La seconda parte, “Tutto è lecito“, non significa agire senza limiti, ma indica che l’iniziato, avendo superato la falsa realtà, non è più vincolato dalle leggi artificiali imposte dalla società. È libero di seguire una “Legge superiore”, quella della conoscenza e dello spirito. Questo concetto è noto come “trasgressione sacra”, dove un’azione apparentemente immorale o proibita è giustificata da un fine spirituale o da una comprensione più elevata. Questo concetto si ritrova anche in alcune filosofie orientali, come il buddismo tantrico, dove l’adepto impara a usare le energie negative per raggiungere l’illuminazione.

COLLEGAMENTO ALLA MASSONERIA

Sebbene la Massoneria non utilizzi direttamente questa frase, il concetto di ricerca della Verità oltre i dogmi e le apparenze è centrale nel suo percorso iniziatico. Come gli Assassini, il massone è invitato a “sgrossare la pietra grezza” e a demolire le false credenze per raggiungere una conoscenza più profonda di sé e dell’universo. In questo senso, il motto degli Assassini riflette l’idea iniziatica che la verità ufficiale è sempre parziale e che il compito dell’adepto è andare oltre, abbattendo veli e illusioni.

Non a caso il videogioco trasuda simbologia ovunque e il logo stesso è una rappresentazione della squadra e del compasso, emblema della massoneria.


UN’ANALISI DELLA MORALITÀ “ELITARIA”

Se le élite detengono una conoscenza superiore, potrebbero agire in modo apparentemente sbagliato, perché per loro il bene e il male hanno un altro significato.

In molte scuole di pensiero esoterico, bene e male non sono visti come assoluti, ma come categorie relative, utili per mantenere l’ordine sociale ma prive di significato a un livello superiore. L’iniziato che ha accesso a una conoscenza superiore (gnosi) vedrebbe le cose da una prospettiva più ampia, dove ciò che è considerato “male” potrebbe essere uno strumento necessario per una trasformazione più grande. Questa visione, spesso citata da filosofi come Nietzsche, suggerisce che un’élite possa agire al di là della morale comune per “il bene superiore” dell’umanità (o per il loro).

Questo concetto solleva una questione etica fondamentale. Da un lato, può essere l’espressione di un autentico percorso iniziatico, in cui le azioni sono guidate da una visione più profonda e da una compassione non convenzionale. Dall’altro, può diventare un pericoloso alibi per giustificare abusi di potere, soprusi e dominio, nascondendo gli interessi personali dietro concetti esoterici e simboli sacri. La storia è piena di esempi in cui presunte “élite illuminate” hanno usato questa logica per manipolare e controllare le masse.