L’articolo vuole porre l’attenzione sulla vita e sul tortuoso percorso di un vero studioso e ricercatore di verità parallele, colui che spesso viene definito complottista. Nello specifico, è proprio scritto per gli appassionati del sito e del settore, per trovare un punto d’incontro e discutere sulla disamina finale che potrebbe apparire spiazzante e disfattista.
Prima di questa brutta nomea, il complottista era una persona “normale”, esattamente come tutte le altre. Stesso iter di vita, stessi problemi, chi più chi meno. Ad un certo punto della propria esistenza può succedere che si accenda una lampadina, un dubbio, basta una scintilla di razionalità e domanda. Spesso questo guizzo avviene dopo un evento traumatico o di profonda crisi, ad esempio con il proprio lavoro o con qualche istituzione, altre volte è una semplice connessione che viene attivata dal cervello.
I temi iniziali da cui parte il malcontento sono sempre i soliti: lavoro incessante, tasse e multe ingiuste, debito perenne, schiavitù, servilismo, eccetera. Per sbrogliare questi primi nodi della matassa si comincia a cercare risposte, prima innocue e man mano sempre più spigolose.
Si comprende ben presto di essere incastrati in un inferno burocratico studiato ad hoc, non può esserci un motivo nel non riuscire ad avanzare in procedure e tecniche lavorative nonostante un continuo miglioramento tecnologico. Quello che era stato promesso dalla comparsa dei computer era solo una delle tante bugie. La nostra vita è una rassegnazione alla scrivania, nessuno può cambiarlo.
Allora ci si pone domande più grosse, si cercano i colpevoli, si analizzano altre dinamiche fuori dalla routine, si scoprono vertici di potere che pensavamo esistessero solo nei film.
Non contenti delle prime frettolose risposte proseguiamo a indagare: cosa vogliono questi potenti da noi e, soprattutto, chi comanda i comandanti? Si entra ora in un tunnel sempre più scuro, toccando sfere esoteriche, sette segrete deviate, oligarchie millenarie da sempre sedute prossime al vertice della piramide. Ma chi è davvero al vertice? Chi può detenere simile potere?
Ci interpelliamo a creatori e divinità, ma la nostra scuola ci ha scombussolato i pensieri, non riusciamo a far combaciare l’evoluzione religiosa da quella scientifica, le mettiamo in discussione entrambe ed entrambe le bocciamo. Nulla convince ormai, la puzza di menzogna permea ogni meandro, necessitiamo di un grosso respiro e di ricominciare daccapo.
Dobbiamo tornare alle origini, riprendere in mano il nostro cervello e cestinare ogni insegnamento passato. Finiamo in un baleno su argomenti extraterrestri e di fanta-archeologia, ma solo per capire anni dopo di essere nuovamente inciampati in una peggiore menzogna, una trappola che nasconde una realtà enormemente più grossa, ovvero la falsa Terra e il falso Universo.
Non ce lo saremmo mai aspettati, l’intero mondo su cui poggiamo i piedi non è affatto come ce lo hanno descritto fin da quando eravamo bambini. Ci hanno forgiato con dei modelli mentali che hanno potuto “sopportare” tutte le impossibilità scientifiche inculcate, ci hanno regalato collezioni infinite di film e serie TV per rimbambirci di alieni e altri pianeti, dandoci un’effimera illusione di poter evadere dalla Terra, un giorno o l’altro, che mai giungerà.
Lo shock è stato duro da digerire, comprendere di essere in un sistema probabilmente chiuso o comunque di essere in un luogo sconosciuto sotto questi occhi rinnovati. Una sensazione che ti stringe e ti soffoca, non sapere chi sei e dove sei e, soprattutto, cosa potresti fare ora che sei a conoscenza di queste rivelazioni.
Capisci però che non puoi fare un bel niente, se non continuare ad informarti e fare speculazioni in solitaria. Quando ormai non trovi più nulla su cui soffermarti a ragionare, quando non sai più dove aggrapparti per ottenere verità, si arriva ad un punto di stop, dove occorre riflettere a lungo, se continuare con le ricerche o fare nuovamente un passo indietro.
Alcuni si bloccano quando perdono la speranza, altri non sanno recuperare ulteriori informazioni oppure rinnegano i loro vecchi riferimenti (guru, altre fonti di controinformazione, persone di cui si sono fidate). In generale, chi non arriva ad una fine logica e soddisfacente per sé, potrebbe decidere di tornare al suo status iniziale, il comodo nido di bugie che attende a braccia aperte. Altri ancora accettano la conoscenza raggiunta e rimangono “silenziosi” seguendo inevitabilmente il corso della vita. Una minima parte, infine, non è ancora convinta di quello ha scoperto e vuole indagare più in profondità, semplicemente non è in grado smettere, anima e cervello glielo proibiscono, sembra quasi una mancanza di rispetto verso sé stessi.
Tuttavia, le informazioni sono ormai talmente numerose che ci si trova impossibilitati a fare altri collegamenti logici, sembra che più si impari, più manchino tasselli, appare come un infinito puzzle di un labirinto. L’avvento dell’intelligenza artificiale potrebbe aiutare in quel senso, nonostante la consapevolezza che la “matrix” stia prendendo forma in maniera irreversibile, modificando presente e passato in modo da plasmare il nostro prossimo futuro.
Le generazioni “nel mezzo” hanno però acquisito abbastanza esperienza da ricostruire e ricordare i decenni passati e, con essi, le vicissitudini dei vari “eventi” definiti complotti. Rimasto quasi da solo, è l’ultima zattera di salvezza su cui aggrapparmi. Tramite queste conoscenze non ancora distorte, posso fare leva sull’IA per ottenere informazioni e passaggi cruciali che potrei non avere mai considerato.
Comincio ad elaborare un sacco di dati, ma devo rimanere vigile, la macchina tende a fare un profilo preciso della mia persona, e cercando di assecondarmi, elabora risposte compiacenti alle mie argomentazioni. Non solo può falsare le risposte, ma riesce a generalizzare e incrociare qualsiasi argomento con una dialettica tale da rendere possibile ed inerente ogni contesto.
Non devo richiedere la verità assoluta, ma a fare in modo che l’IA risponda solo ai miei quesiti, senza farmi abbindolare dalle sue contro-domande finali che hanno il fine scopo di portarmi fuori rotta. Riesco ad ogni modo a scoprire molte cose interessanti, ma ormai è diventato più un conoscere per curiosità, piuttosto che un conoscere per riuscire a fare qualcosa.
Mi devo per l’ennesima volta fermare, la frenesia di conoscenza mi ha aperto troppe porte e ho perso ancora l’obiettivo. Succede anche un’altra cosa, difficile addirittura da spiegare, mi si solleva il frustrante dubbio che tutto quello che è fruibile e alla nostra mercé, seppur un poco e forse appositamente celato, è falsificato o fuorviato. Sembra quasi che a chiunque riesca a fare un passo oltre il velo, gli si posi in faccia un altro velo, poi ancora un altro e così via. Come infinite ragnatele, non c’è un modo per togliersele dal davanti, perché ti trovi nella tana del ragno. Non fuggi dal ragno, il padrone di casa, e qualsiasi filo tu possa seguire, finirai per appiccicarti in un groviglio. Capisco anche che le persone che rimangono nel nido prima citato, non sono in un comodo nido di piume, ma nell’immondo e peloso nido del ragno, dove ogni movimento è controllato da sottili fili che gestiscono in maniera invisibile le loro vite. Lavoriamo ogni giorno per alimentare il ragno e la sua prole parassita, come insetti intrappolati in una rete che estrapola continuamente energia vitale.
Mi accorgo che la storia è una grossa bugia, che le religioni sono tutte reinterpretazioni alchemiche ed esoteriche, che siamo figli di un passato etnico talmente tribolato che non è ricostruibile, che la scienza è una dottrina saturnina impossibile da confutare, ma mi accorgo che anche gli stessi complotti si basano per lo più su documenti e prove lasciate a disposizione dal Sistema.
Il mondo mi appare strano, c’è qualcosa che non torna mai. Non percepisco la cronologia degli eventi passati, è come se questo reame sia costruito su strati e non sul tempo, come se fosse stato tutto creato e distrutto innumerevoli volte. Sembra quasi che il ragno continui a rifare la ragnatela a suo piacimento, lasciando in giro sporco con cui far giocare i suoi insetti più curiosi. Il ragno ha bisogno che tu non possa mai trovare la verità, né tantomeno l’uscita dalla tana. Ha innumerevoli nomi e volti, ma nessuno è quello vero, ti osserva con numerosi occhi e con gli occhi dei suoi figli, non c’è una cosa che tu possa fare a sua insaputa. Non sfuggi dal gioco, sei solo un insetto più attivo che ha ancora voglia di vivere prima di venire avvelenato dal suo fetore. Potrai anche non partecipare al suo gioco, ma sei sempre dentro la sua tana ed egli farà di tutto per sbarrarti la strada.
Una bugia cela l’altra e posso solo ragionare con il mio intelletto, è l’unica cosa certa che mi rimane. Sono in grado di capire se una persona mente, se mi stanno raccontando una menzogna, se qualcuno sta facendo del male, nonché posso osservare il mondo e determinare secondo una mia soggettività la mia realtà “preferita”. Io sceglierò d’ora in poi quello che è vero per me, sperando che un domani possa giungere in mia salvezza qualcuno più forte del ragno…